Tool Welfare – Demo

Nell’ambito della contrattazione di secondo livello e della premialità prevista da alcuni CCNL, lo Studio ha sviluppato uno strumento di comparazione che verifica la convenienza o meno nella scelta tra un incremento in busta paga rispetto ad un incremento del bonus Welfare aziendale dal punto di vista dell’impresa.

Il tool è stato predisposto sia dal punto di vista tecnico-attuariale (proiezioni nel futuro delle grandezze economiche, tenendo opportunamente conto delle probabilità di sopravvivenza/mortalità), sia dal punto di vista normativo/fiscale, al fine di cogliere le peculiarità delle due opzioni di incremento sopra citate; di seguito quelle di maggior rilievo:

  1. Impatto previdenziale (il bonus Welfare non impatta sulla futura rata di pensione, l’incremento in busta paga sì)
  2. Tassazione (il bonus Welfare è esentasse, l’incremento in busta paga è soggetto a tassazione agevolata, entro certi limiti)
  3. Diverso costo azienda (ad es. l’incremento in busta paga comporta un accantonamento a TFR)

 

A parità di importo (ad es. 1.000,00 € in bonus Welfare o 1.000€ in busta paga) si osserva che all’azienda converrebbe (in maniera rilevante) che il lavoratore scegliesse il bonus Welfare, mentre per il lavoratore la scelta sarebbe sostanzialmente indifferente.

Partendo dall’assunto di cui sopra, è possibile trovare delle situazioni “WIN-WIN”, per esempio aumentando il bonus Welfare alla categoria di lavoratori oggetto di incremento, incentivandoli in questo modo a sceglierlo, ridistribuendo più equamente il risparmio fiscale ed i minori costi tra l’azienda ed i lavoratori.

Il link sottostante attiva una demo che offre la possibilità di testare il tool impostando alcuni parametri come: età, anzianità contributiva, sesso, retribuzione lorda annuale del dipendente e ipotesi di incremento in busta paga e/o Welfare.

TOOL WELFARE

La DEMO è solo a scopo dimostrativo. Per conoscere tutte le possibili features dello strumento o per effettuare un’analisi completa e personalizzata della tua Azienda, contattaci al seguente indirizzo e-mail: segreteria@studio-visintin.it

 

ESEMPIO PRATICO:

Selezionando:

  • Età: 35 anni
  • Anzianità: 10 anni
  • Sesso: M
  • Retribuzione Annuale Lorda: 30.000€
  • Incremento annuale busta paga: 300
  • Incremento annuale Welfare: 300

Nella sezione “Costo Azienda complessivo” si evidenzia che:

  • Se il dipendente sceglie l’opzione “Busta paga”, il valore attuale dell’incremento, in termini di costo azienda, è pari a 8.722€
  • Se il dipendente sceglie l’opzione “Welfare”, il valore attuale dell’incremento, in termini di costo azienda, è pari a 6.709€

All’azienda quindi converrebbe che il dipendente scegliesse il Welfare, per un guadagno complessivo di 2.013€.

Nella sezione “Guadagno Dipendente complessivo” si evidenzia che:

  • Se il dipendente sceglie l’opzione “Busta paga”, il valore attuale dell’incremento (per tutta la carriera lavorativa e comprensivo della maggior pensione dovuta) è pari a 6.933€
  • Se il dipendente sceglie l’opzione “Welfare”, il valore attuale dell’incremento (per tutta la carriera lavorativa) è pari a 6.709€

Il dipendente, quindi, sarebbe portato a scegliere l’incremento in busta paga, per un guadagno complessivo di 224€.

A questo punto, si potrebbe cercare di incrementare il bonus Welfare al fine ridistribuire gli importi sopra evidenziati in modo più equo. Infatti, qualora si aumentasse il Welfare del 15% (pari complessivamente a 300,00 € in busta paga o 345,00 € in Welfare), ambo le parti avrebbero un vantaggio nell’opzione Welfare.

Rispetto al caso precedente il guadagno complessivo del dipendente aumenterebbe da 224,00 € a 783,00 €, mentre l’azienda avrebbe in ogni caso un risparmio di 1.006€, ovviamente inferiore rispetto ai 2.013€).

 

NB: le operazioni dello strumento di comparazione tengono conto delle seguenti variabili, che per un calcolo puntuale, devono essere aggiornate alla data di interesse:

  • Inflazione prospettica (per il calcolo dei coefficienti di rivalutazione INPS)
  • PIL prospettico (per il calcolo della rivalutazione dei contributi)
  • Tavole di mortalità (per stimare le uscite anticipate come dipendente, ma anche come pensionato)
  • CCNL / scatti di anzianità (per determinare lo scaglione IRPEF corretto e quindi il differenziale d’imposta)
  • Curva di attualizzazione (per tenere in considerazione il valore temporale del denaro)